Storia di un MUOStro

il MUOS è l’ennesimo progetto militare in territorio italiano; contro la salute, la volontà e il rispetto della popolazione anche nel 2012 è ancora la guerra a far da padrona

oggi Failcaffè pubblica una lettera inviataci da Giada Di Giovanni , studentessa lettrice del blog e grande  amica nella vita di tutti i giorni. l’argomento che tratta è scottante sotto molti aspetti; queste storie, che parlano di profonde ingiustizie, di vera violenza, sono sempre state snobbate dalla grande informazione. ecco che la nostra radio libera mette a disposizione le sue tastiere perchè nessuno possa pensare di prenderci tutti quanti per il culo.

Da un po’ di tempo a questa parte a Niscemi, paesino della provincia di Caltanissetta in cui vivono circa 30 mila anime, si stanno verificando delle cose alquanto degne di nota. E non lo dico solo perché si tratta del mio paese, del posto in cui sono nata e cresciuta e in cui tutta la mia famiglia vive. Lo dico perché credo sia doveroso far sapere che in questo comune un po’ sperduto che si affaccia sulla piana di Gela un numero sempre più consistente di persone sta – ormai da anni – portando avanti una strenua battaglia per difendere il proprio territorio da quello che ritiene un sopruso inaccettabile: la costruzione del MUOS.

Cos’è il MUOS, qualora non lo sapeste già, ve lo spiego subito: acronimo di Mobile User Objective System, è un sistema integrato di telecomunicazione satellitare messo a punto dalla marina militare degli Stati Uniti dotato di cinque satelliti geostazionari e quattro stazioni di terra. Ognuna di queste stazioni presenta tre grandi parabole del diametro di 18,4 metri e due antenne alte 149 metri, in banda UHF. Tale sistema sarà utilizzato per coordinare in maniera capillare tutti i sistemi militari statunitensi dislocati nel globo, in particolare droni (aerei senza pilota) e sottomarini. Il programma MUOS, gestito dal dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, è ancora in fase di sviluppo e si prevede la messa in orbita dei satelliti entro il 2015; ad oggi risultano realizzate tre stazioni a terra, installate in Virginia, nelle isole Hawaii ed in Australia, tutte dislocate in zone desertiche. Solo quella che sta per essere realizzata in Sicilia si insedierà in un’area vicinissima ai centri abitati, in un modo che andrà ad interessare non solo la popolazione niscemese – distante dalla base appena un paio di km in  linea d’aria – ma anche quella dei paesi del circondario (Vittoria, Comiso, Gela, Caltagirone, Acate).

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Va detto che la base militare americana NRTF-8 (Naval Radio trasmitter Facility) di Niscemi, dove sarà installata la stazione MUOS, è operativa dal 1991 e conta già 41 antenne con potenza di emissione nell’ordine dei 500-2.000 KW. Da studi basati sui dati raccolti dall’ARPA Sicilia è scientificamente fondato il timore che l’installazione attuale superi già i limiti di legge imposti sulle emissioni elettromagnetiche.

Altro “dettaglio” che rende il tutto ancora più interessante è che la base militare si trova all’interno di una riserva naturale, la Sughereta di Niscemi, uno dei pochi parchi naturali con alberi da sughero in Italia con una fitta e rigogliosa vegetazione tutelata da leggi che vietano a chiunque di danneggiare o deturpare fauna e flora presenti nell’area. Nel 2000 il parco è stato inserito nella Rete Natura 2000 come sito di importanza comunitaria (SIC).

L’autorizzazione all’installazione dell’impianto nasce dalla stipula di un accordo bilaterale Usa-Italia del 2001 (governo Berlusconi) ratificato nel 2006 (governo Prodi). Il Governo italiano, d’accordo con il Governatore della Sicilia Raffaele Lombardo, dà il via libera all’opera senza curarsi di rendere seppur minimamente partecipe della decisione la popolazione civile locale, rimasta all’oscuro del tutto per anni. La svolta arriva nel 2008, quando un ristretto gruppo di civili (attivisti e giornalisti free lance) venuti a conoscenza della questione MUOS un po’ per caso, un po’ perché avvezzi a tali argomenti per ragioni personali/professionali, decide di rompere il silenzio e portare sulla ribalta pubblica la scomoda faccenda.

È in questo contesto che nasce il comitato NO MUOS di Niscemi, cui negli ultimi 2 anni si sono aggiunti, moltiplicandosi, quelli dei paesi del circondario e altre realtà associative sensibili alla questione. Da sempre, i comitati No MUOS esprimono fortissime preoccupazioni in relazione alle conseguenze che l’installazione di quest’ “EcoMUOStro” potrebbe avere anzitutto sulla salute umana, sull’ecosistema della Sughereta, sulla qualità dei prodotti agricoli.

Secondo autorevoli indagini mediche (vedi, in proposito, la relazione sull’analisi dei rischi dei Prof. Massimo Zucchetti e Massimo Coraddu) i campi elettromagnetici prodotti potrebbero interferire su qualunque apparecchiatura elettronica, quali by-pass, sedie a rotelle, pace-maker, anche a distanza di oltre 140 chilometri.  Tra gli effetti più comuni sulla salute umana vengono indicati distacchi di retina, cataratte, rischio di sterilità e formazioni di masse tumorali. Purtroppo l’incidenza dei tumori è in genere più elevata presso i bambini, soprattutto in relazione all’insorgere di leucemie.

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Tra le ragioni dell’opposizione se ne trovano altre – non meno importanti – di carattere più “ideale”, quali la rivendicazione dei vari diritti allo sviluppo, alla difesa dell’ambiente, alla pace, alla sicurezza del territorio e dei suoi abitanti. Sottolineo che il MUOS non ha nulla a che fare con la NATO, ma – come ho già detto – è gestito unicamente dal Dipartimento della Difesa degli USA; la sua collocazione in Sicilia ha carattere puramente strategico, in quanto ottimale per il controllo del Mediterraneo. Insomma, una volta in funzione il MUOS, Niscemi verrebbe immediatamente a diventare un obiettivo sensibile all’interno delle dinamiche belliche a livello globale.

L’attività instancabile dei comitati ha raccolto i frutti maggiori, in termini di partecipazione civile, nell’ultimo anno, in particolare dal giugno del 2011, in corrispondenza del via ai lavori per la costruzione dell’impianto all’interno della Sughereta. In quel momento l’amministrazione comunale ha presentato ricorso al TAR in virtù dell’incompatibilità del progetto MUOS con la legislazione nazionale e comunitaria in materia di tutela ambientale.

Il 6 ottobre di quest’anno, in corrispondenza della prima manifestazione nazionale NO MUOS – cui hanno preso parte più di 5000 persone – i comitati hanno riscosso la prima grande vittoria, in termini istituzionali:  accertate le violazioni delle prescrizioni fissate dal decreto istitutivo della riserva naturale, area di inedificabilità assoluta e sito di interesse comunitario, la magistratura ha disposto l’ordine di sequestro preventivo dell’impianto su richiesta del gip di Caltagirone. Un fuoco di paglia, purtroppo, dato che già il 28 ottobre il Tribunale delle Libertà di Catania ha provveduto ad annullare l’ordine di sequestro e a restituire l’impianto al Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Evento che ha riportato sull’attenti i comitati e la cittadinanza che, lungi dal lasciarsi scoraggiare dalla marcia indietro delle istituzioni, hanno piuttosto optato per proseguire nella lotta ancora più ostinati e determinati di prima.

I niscemesi, gli abitanti dei paesi circostanti, i siciliani, tutti coloro che sanno (non molti, purtroppo) questo MUOS proprio non lo vogliono. Non porta nulla di buono, è solo l’ennesima umiliazione cui si vuole sottoporre una terra già sofferente e disperata per tutta una serie di annose questioni che non sto qui ad elencare. Prenderebbe troppo spazio, purtroppo. La gente è stanca, arrabbiata, sfiduciata nei confronti di una politica che troppo spesso, e in maniera sempre più sfrontata, si avvicina ai problemi reali della gente solo a ridosso delle scadenze elettorali. Dopodiché “Arrivederci e grazie. Chi s’è visto, s’è visto”.  Dinamiche vecchie e arcinote che generalmente sguazzano nella disillusione e nella rassegnazione più totali delle persone, spesso inclini a pensare di non poter fare altro che abbandonarsi a un destino immutabile, inesorabile.

Ma per il MUOS sta succedendo qualcosa di diverso. E qui torno alle parole con cui ho aperto questo discorso. In questi giorni a Niscemi stanno succedendo delle cose alquanto degne di nota. La gente – tanta gente – è decisa a riprendersi il diritto di avere voce in capitolo nelle decisioni che riguardano il proprio territorio, per non arrendersi all’ennesimo atto di forza perpetrato da istituzioni che sembrano curarsi dei cittadini nella misura in cui questi rappresentino serbatoi di voti. Come se nell’atto del voto si esaurisse il senso del tanto stuprato concetto di democrazia.

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Da più di 20 giorni i comitati NO MUOS sono in presidio permanente davanti alla base militare dove è in fase di avanzata di costruzione l’impianto per impedire il passaggio ai tir che condurranno all’interno dell’area i pezzi che serviranno ad ultimare l’ “EcoMUOStro”. Mamme, bambini, studenti, uomini e donne di tutte le età vanno e vengono dal presidio per manifestare solidarietà agli attivisti che da anni, e negli ultimi giorni più che mai, dicono NO alle antenne. La lotta prende ogni giorno una forma diversa: concerti, pizzate, barricate simboliche di libri, cortei, assemblee, reading, feste. Tutte manifestazioni di vita per opporsi a un progetto di morte. Manifestazioni di rabbia per non cedere alla grigia rassegnazione, cui l’indifferenza di gran parte delle istituzioni e il silenzio dei media nazionali sembrano invitare. Significative, al riguardo, mi sembrano le parole di uno degli attivisti più impegnati nella lotta in questo momento, Fabio D’Alessandro:

DIRE NO AL MUOS È A QUESTO PUNTO, “UNA QUESTIONE DI DIGNITÀ”
Per approfondire: www.nomuos.org

Per aggiornamenti in tempo reale dal presidio: gruppo Facebook NO MUOS – Contro le antenne inquinanti da guerra in Sicilia

foto di Fabio D’Alessandro

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Gli amici di Failcaffè sono tanti ed in giro per il mondo.
Tutti vorrebbero avere degli amici che parlano un sacco di lingue, che hanno sempre qualcosa da raccontare e qualche foto da far vedere. Se poi ti portano strane miscele e curiose storie dai cinque continenti, come non sedersi a bere un caffè con loro?

One thought on “Storia di un MUOStro

  1. Grande Giada!Purtroppo tutto quello che hai scritto è vero,anzi verissimo e noi niscemesi,siciliani,italiani, siamo disperati più che mai.

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