Pensieri sul Ramadan

Oggi inizia il Ramadan. Cosa è? Come funziona? Ma sopratutto perchè il Ramadan ha un significato talmente profondo da essere un esempio da seguire anche per chi non è musulmano? Nel nome di un’Italia sempre più multietnica, sempre meno intollerante.

di aldopalmisano

La vena ascetica, il distacco dalle cure mondane, il dominio di sé, la ricerca di Dio finiscono così quasi in sottordine, confuse se non soffocate da altre sollecitazioni. Lo specifico di ogni autentica esperienza religiosa, per sua natura portata al silenzio, alla contemplazione, all’ascolto torna così a misurarsi con vecchie insidie e nuove possibili derive.

Paolo Branca

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Oggi 9 Luglio comincia il mese più sacro del calendario lunare islamico che avrà termine il 7 Agosto: Ramadan. Ogni musulmano praticante ed in salute ha il dovere di seguire i cinque pilastri dell’Islam; il quarto è per l’appunto l’astensione da cibo, bevande, rapporti sessuali e vizi per i 30 giorni che compongono il mese “torrido”, dall’alba fino al calare del sole. Chi invece è malato, in viaggio, chi aspetta un bambino o ne sta allattando uno, chi è bambino o anziano, non ha l’obbligo di farlo.

Per un occidentale che non pratica più neanche i blandi precetti dell’astensione durante il periodo di quaresima, il ramadan sembra una tradizione dal sapore medioevale priva di un senso vero e proprio. Questo digiuno è invece a mio avviso di inestimabile valore: più che una mortificazione del corpo, esso va inteso come un vigoroso allenamento dello spirito che per essere sempre in forma ha bisogno di preparazione.

In realtà, il sapore medioevale ha qualcosa di fondato poichè l’istituzione del digiuno coincide temporalmente con il periodo che in Europa è stato definito medioevo. Il fine era ben preciso: ricomporre la troppo frammentata società preislamica del VI secolo, divisa nelle guerre tribali fra i diversi clan. A distanza di 1500 anni il suo significato è ancora da ricercare su questa strada; con il digiuno ogni persona di qualsiasi ceto sociale ritorna ad essere ultima fra gli ultimi e vive sulla propria pelle le sofferenze fisiche e psicologiche di chi è in difficoltà. Eliminando le differenze per trenta giorni, tutti si sentono davvero parte di una comunità e tornano ad essere una sola cosa.

Amr Nabi Mideast Egypt Ramadan

Nei piccoli paesi della penisola araba o lontano dalle grandi città dell’africa settentrionale è ancora possibile trovare lafigura del mesahharati. Letteralmente “colui che sveglia”, è un vecchietto di solito conosciuto da tutti nel quartiere che gira per le strade accompagnato da un tamburello e sveglia chiunque stia dormendo durante il suhur, quando il sole non è ancora sorto ed è permesso mangiare prima della lunga giornata. Perchè se durante il giorno nessuno tocca cibo nè acqua, durante la notte la quantità di cibo consumata è imbarazzante. Prendiamo ad esempio l’Egitto: seppure durante il mese sacro i prezzi di carne bianca e rossa aumentano mediamente del 60%, le dispense dei negozi sono sempre vuote e CGIM ha registrato un aumento dell’acquisto di farina attorno al 14% e di riso attorno al 25%. Proprio come durante il Natale da noi, solo che dura un mese.

Se anche voi come me avete dei vicini di casa musulmani, durante le notti del mese di Ramadan potrete sentire voci che parlano in arabo provenienti dalle loro stanze ad un volume spropositato; questo perchè il ramadan è diventato il mese delle soap arabe e dei quiz televisivi. Ogni grande canale offre decine di telefilm diversi durante la giornata e sono mandate in onda a qualsiasi ora del giorno e della notte.

Qui sotto, una divertente testimonianza di una ragazza musulmana durante il digiuno

[...] ti alzi puntando la solita, odiosissima sveglia. Mangi con gli occhi che ti si chiudono da soli e nel silenzio profondo della notte in cui, chiaramente, tutti gli altri tuoi vicini dormono della grossa. La mattina ti trascini con due occhiaie che ormai fanno ciao con la mano a lavoro o a scuola e improvvisamente noti milioni di dettagli che prima ti sfuggivano: il profumo delle brioche calde, l’importanza di un goccio di acqua appena sveglia che rinfresca la gola, l’aspetto invitante di una caramella o di un muffin in una vetrina ma soprattutto l’aroma afrodisiaco del caffè. Tutt’un tratto ti sembra che intorno la gente non faccia altro che mangiare tramonto che pone fine al digiuno. [...] I fumatori ogni tanto si chiudono in bagno e piagnucolano dando delle testate al muro.

Randa Ghazy

Per i musulmani emigrati in un altro paese, praticare il digiuno ha un valore simbolico ancora più grande poichè significa ritrovare l’identità anche lontano dalla propria terra d’origine. Oggi i musulmani in Italia sono oltre 1.500.000 e si stima che entro il 2020 arriveranno ad essere almeno un milione in più.

Non esitate quindi ad augurare buon ramadan ai vostri vicini, nel nome di un’Italia felicemente sempre più multietnica.

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Ringrazio YallaItalia per i numerosi spunti sull’argomento

Studente d’Ingegneria Ambientale a Torino. Suono la chitarra al contrario, leggo un po’ di riviste cartacee e coltivo superficialmente passatempi che fanno bene alla pelle. Il medio-oriente e il tè verde mi piacciono almeno tanto quanto mi piace Paolo Conte.

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